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ARCHITETTURA ORGANICA CONTEMPORANEA
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Carlo Sarno

redazione





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MessaggioInviato: Mar Giu 07, 2005 8:44 pm    Oggetto:  ARCHITETTURA ORGANICA CONTEMPORANEA
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Carmine Sarno e Carlo Sarno

ARCHITETTURA ORGANICA CONTEMPORANEA


"Io dichiaro che è giunta per l'architettura l'ora di riconoscere la sua natura, di comprendere che essa deriva dalla vita e ha per scopo la vita come oggi la viviamo, di essere quindi una cosa intensamente umana". Con questa frase Frank Lloyd Wright , fondatore dell’architettura organica, coglie il nucleo principale di questo nuovo modo di fare architettura.
Non più spazi, forme architettoniche, funzioni, decorazioni, slegate dalla vita , ma tutto strettamente connesso con essa. Una vita intesa nel suo senso più pieno del termine, naturale e spirituale, individuale e come partecipazione alla civiltà.
L’architettura organica pone a fondamento del suo operare la dignità dell’essere umano, un uomo libero, creativo, responsabile che ha diritto ad uno spazio a scala umana che lo aiuti a crescere, a manifestare le sue potenzialità.
In questo l’architettura classica ( egiziana, greca, azteca, ecc. ) è deficitaria, esalta un concetto astratto di uomo subordinato ad un potere assoluto dall’alto , religioso e politico. Anzi si può ben dire che quasi tutta l’architettura celebrativa del passato ha cercato di disintegrare l’individuo come persona, impressionandolo con il gigantismo, l’opulenza, la ricchezza smodata.
Con l’arrivo dell’architettura organica questo scenario viene ribaltato: l’uomo come persona individuale unica e preziosa , così come annunciato nel Vangelo di Gesù Cristo, torna al centro dell’architettura. “ All’architettura non occorre monumentalità, se non quella che è insita nella bellezza naturale “ diceva Wright. E’ per questo uomo libero, cosciente, democratico, creativo, che dobbiamo oggi progettare nel rispetto della natura e della sua spiritualità.
Per questo motivi l’architettura organica si sviluppa dall’interno all’esterno, dalla vita interiore, che si svolge nello spazio, all’ambiente esterno.
L’architettura organica è una sola cosa con la natura circostante, è indigena, come rispetta la vita interiore così rispetta la natura che circonda l’opera architettonica, dialoga con essa in continuità spaziale interno/esterno, arricchisce il genius loci. L’opera di architettura organica è parte del luogo in cui è collocata, non è una struttura giustapposta al sito, è integrata nella natura.
L’opera organica è un vero organismo, dove la parte sta al tutto come il tutto sta alla parte, in una maniera sistemica, armonica e vitale. L’armonia per l’architettura organica è essenziale, l’opera è sempre una composizione armonica tra le parti e la natura circostante.
L’architettura organica è armonia, bellezza, espressione gioiosa della vita, serena, sicura, romantica, essa stimola la mente e l’immaginazione in modo creativo.
L’architettura organica è senza stile, unica e irripetibile, in quanto legata all’uomo, al luogo e al tempo, tre variabili che non si ripetono mai. Pertanto l’architettura organica non è uno stile, ma una nuova visione del mondo che rispetta l’uomo e la natura nella sua essenza più profonda.
In tal senso l’architettura organica, così come qui la si intende, si pone a fondamento e madre di tutte quelle architetture rispettose della natura: architettura sostenibile, arcologia, architettura alternativa, architettura ecologica, bioarchitettura, ecc.. L’architettura organica è la radice di tutte queste nuove tendenze “naturalistiche” , la vera filosofia di fondo, lega il rispetto della natura alla crescita dell’individuo come persona e parte della civiltà, aiuta a non cadere in settorialismi che snaturano l’architettura dalla sua essenza profonda di lievito positivo per la civiltà umana.
Frank Lloyd Wright prima, poi Bruce Goff , sono stati i due architetti che hanno posto i principi fondamentali dell’architettura organica , una architettura creativa e irripetibile che non ha stile ma solo processi poetici generativi comuni.
Poiché la vera architettura organica è sempre in divenire rispetto all’uomo, al luogo e al tempo, oggi, in una civiltà in pieno rinnovamento dal campo conoscitivo a quello tecnologico e sociale, è necessaria una ‘architettura organica contemporanea’ adeguata alle nuove condizioni dell’uomo, ad una nuova sensibilità, pur conservando i suoi principi ed i suoi valori fondamentali. La vera architettura organica segue la vita ed i suoi cambiamenti e non si lascia cristallizzare in uno stile. Wright ha operato nel suo tempo anche se da profeta di una nuova architettura, oggi l’epoca è diversa e dobbiamo creare una architettura organica contemporanea per la nostra vita.
Alcuni, erroneamente , hanno creduto che l’architettura organica si sia evoluta nel decostruttivismo: niente di più falso! L’architettura organica non ha stile ma risponde alle esigenze sempre diverse dell’uomo, dell’ambiente e del tempo con i suoi principi vitali senza ripetersi.
Attualmente in America la nuova architettura organica ha come punto di riferimento Kebyar, una associazione senza fini di lucro di architetti organici che hanno conosciuto i maestri Wright e Goff o che hanno realizzato opere secondo i loro principi, tra questi: James W. Schildroth, Joseph H.Wythe, Kendrick B. Kellogg, Robert H. Oshatz, Bart Prince.
In Australia abbiamo attualmente in primo piano l’architettura organica ecologica di Glenn Murcutt, premio Pritzker di Architettura 2002, indicatore di una nuova tendenza generale.
In Italia l’architettura organica è stata annunciata nel dopoguerra da Bruno Zevi ed ha avuto come esponenti di spicco Carlo Scarpa, Luigi Pellegrin e, più recentemente, Aldo Loris Rossi. In particolare Aldo Loris Rossi sviluppa i principi dell’architettura organica in relazione alle avanguardie artistiche storiche ed anche in una visione megastrutturale al pari di Paolo Soleri.
Attualmente in Italia lo studio Sarno Architetti, fondato da due fratelli Carmine Sarno e Carlo Sarno, promuove l’architettura organica contemporanea rispettando fedelmente i principi ed i valori legati alla bontà della vita prefissata nella vera architettura organica, in sintonia con Kebyar.
In definitiva, architettura organica contemporanea significa rinnovamento dell’architettura organica dei maestri fondatori Frank Lloyd Wright e Bruce Goff in funzione del nuovo uomo, del nuovo luogo e del nuovo tempo contemporaneo.



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Contemporary Organic Architecture


“ I say that now is time for architecture to recognize its nature, to know that comes from life and its aim is the life as today we leave, therefore to be an intensely human thing.” By this sentence Frank Lloyd Wright, founder of organic architecture, grasps the principal nucleus of this new way to make architecture. No more spaces, architectural forms, functions, decorations, untied from the life, but all tightly connected to it; a very full life, natural and spiritual, individual and participating to civilization. Organic architecture foundations is the dignity of the human being, a free creative, responsible man that must have a human scale space that helps him to grow, to show him his potentiality. The classic architecture ( Egyptian, Greek, Azteca, and so on…) is deficit, exalting an abstract concept about a man subordinate to an imposed absolute power, religious and political. Moreover almost all celebrating past architecture has searched for disintegrate the individual as a person, affecting him with giantism, opulence, exceeding wealth. Organic architecture overturns this scenery: the man as individual person, unique and precious, so that announced in the Gospel, returns in the centre of architecture. “ Architecture doesn’t need monumentality, the only one is natural beauty “ said Wright. It is for this man, free, conscious, democratic, creative, that today we must project respecting his nature and spirituality. For these reasons organic architecture develops itself from inside to outside, from the interior life that flows in space to outdoor. Organic architecture and the environment are the same thing. Organic architecture as respects the interior life as respects the nature surrounding architectural work, it talks to nature by means a continuous space inside/outside, enriching the genius loci. The architectural organic work shares the place where it stands, it’s not added to the site, but integrated to nature. The organic architectural work is a real organism, where the part and the all live together, in a systemic harmonic and vital way. Harmony is essential, the work is always a harmonic composition between the parts and the surrounding nature. Organic architecture is harmony, beauty, joyful expression of life, serene, safety-catch, romantic, it stimulates the mind and imagination in a creative way. Organic architecture is without style, unique and unrepeatable, because is tied to the man, to the site and to the time, three variables that never repeat themselves. So organic architecture is not a style, but a new world vision that respects the man and the nature in the deeper essence. In that way, organic architecture puts itself like foundation and mother of all architectures respecting the nature: sustainable architecture, arcology, alternative architecture, ecology architecture, bioarchitecture and so on…). Organic architecture is the root of all these new “naturalistic” tendencies; the true background philosophy that ties the respect of nature to the individual growth as a person and part of civilization; it helps to avoid compartments that distort architecture from its deep essence like positive leaven for human civilization. Frank Lloyd Wright first, Bruce Goff after, have been two architects that placed the basic principles of organic architecture, a creative and unrepeatable architecture that has no style but only poetical common generational processes. As real organic architecture is always changing considering the man, the site and the time, today in a full renewal of civilization whether in the knowledge field or in the social and technological field, we need a “contemporary organic architecture” adequate to the new man’s conditions, to the new sensitiveness, still conserving its principles and fundamental values. The true organic architecture follows the life’s mutations and doesn’t let itself crystallize in a style. Wright was a prophet of a new architecture in his time. Today, the world is different and we must create a contemporary organic architecture for our life. Some people, wrongly, believed that organic architecture evolved into deconstructivism: they were in error! Organic architecture has no style but answers for always different needs of man, of environment and of time with its principles of life without to repeat itself. At present in the United States the new organic architecture has a reference point in Friends of Kebyar , a without profit association of organic architects that had known the masters, Wright and Goff, and their buildings follow the principles of the masters; among them: James W. Schildroth, Joseph H. Wythe, Kendrick B. Kellogg, Robert H. Oshatz, Bart Prince. Now in Australia we have organic and ecological architecture of Glenn Murcutt, Pritzker Price of architecture 2002, indicator of a new general trend. In Italy the organic architecture was announced after the 2° World War by Bruno Zevi and had as great representatives Carlo Scarpa, Luigi Pellegrin and, more recently, Aldo Loris Rossi. Particularly Aldo Loris Rossi develops organic architecture principles with regard to historical artistical vanguards and also in a megastructural vision like Paolo Soleri. At present in Italy, Sarno Architetti office, founded by two brothers, Carmine and Carlo Sarno, promotes contemporary organic architecture respecting faithfully the principles and the values tied to the life’s goodness fixed in the true organic architecture, in syntony to Friends of Kebyar . Finally, contemporary organic architecture means renewal of organic architecture of masters founders Frank Lloyd Wright and Bruce Goff; working towards a new man, a new environment, a new contemporary tyme.



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by SARNO ARCHITETTI
Architettura Organica - Organic Architecture
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Article by Studio Sarno Architetti published the 27 april 2002 into Buildlab internet architectural portal; web site :
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Author: Carmine Sarno e Carlo Sarno
Editor: Cristina Ribeiro.
Title: Contemporary Organic Architecture.

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MessaggioInviato: Mar Giu 07, 2005 8:44 pm    Oggetto: Adv





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benny








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MessaggioInviato: Sab Set 10, 2005 5:40 pm    Oggetto:  
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cari amici,
ho letto il vostro articolo sull'architettura organica e vi ho colto, a mio giudizio s'intende, alcune contraddizioni, o meglio, forzature tipo "...quasi tutta l’architettura celebrativa del passato ha cercato di disintegrare l’individuo come persona, impressionandolo con il gigantismo, l’opulenza, la ricchezza smodata". Nemmeno la Mecca raggiunge l'opulenza , la ricchezza ed il fuoriscala di San Pietro , tutto magnificamente progettato per stupire il fedele e rappredsentare la gloria di una Fede. O sbaglio?
" ...l’architettura organica si sviluppa dall’interno all’esterno, dalla vita interiore, che si svolge nello spazio, all’ambiente esterno". Non credete che la "vita interiore", proprio perchè interiore , è tutta nella pelle del corpo umano e non ha bisogno di spazio architettonico. Non è nella vita interiore che dobbiamo trovare le ragioni di una felice architettura organica, ma nei movimenti nello spazio dell'uomo libero. Questo sì.
Gehry, è noto, progetta al contrario di Wright, dall'esterno all'interno.
Non è un architetto organico classico ma è quasi come W.
" Alcuni, erroneamente , hanno creduto che l’architettura organica si sia evoluta nel decostruttivismo: niente di più falso", sarà, ma io credo invece che vi siano molte cose comuni. il decostruttivismo non è uno stile , è l'espressione del caos della civiltà di oggi , del suo dinamismo libero da schemi accademici.
Anche sul "genius loci" avrei da dire... ma adesso devo correre al supermercato.
benny
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Carlo Sarno

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MessaggioInviato: Sab Set 10, 2005 8:57 pm    Oggetto:  
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Caro Beniamino ,
auguri per il tuo primo intervento nel forum sull'Architettura Organica!
Sei anche il primo degli Amici ADAO che interviene!
(ADAO - Amici Dell'Architettura Organica , vedi il link:
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
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)
Sono commosso per questa tua presenza affettuosa e significativa.
Certo cominci proprio bene... hai già evidenziato alcuni punti nodali del dibattito sull'Architettura Organica!

Per il momento mi soffermo sulla tua prima osservazione:

"...quasi tutta l’architettura celebrativa del passato ha cercato di disintegrare l’individuo come persona, impressionandolo con il gigantismo, l’opulenza, la ricchezza smodata".
Nemmeno la Mecca raggiunge l'opulenza , la ricchezza ed il fuoriscala di San Pietro , tutto magnificamente progettato per stupire il fedele e rappresentare la gloria di una Fede. O sbaglio?

Su questa tua riflessione concordo pienamente: in effetti dal clericalismo e dalla religione intesa come istituzione temporale sono nate queste opere "fuori scala" per l'uomo, sono nate da una concezione in cui Dio opera dall'esterno all'interno, con potenza e incutendo timore.
Il vero messaggio cristiano è che Dio è dentro di noi, opera dall'interno all'esterno, come Wright ha sempre parlato dell'Architettura Organica, da questa concezione cambia tutto il modo di concepire la religione ed i luoghi di culto.
Ti richiamo qui due opere organiche di Giovanni Michelucci che sono state progettate dall'interno all'esterno rispettando un Dio che è dentro l'uomo :
La Chiesa dell'Autostrada di S. Giovanni Battista e la Chiesa di Longarone dell'Immacolata Concezione.
Sono queste due opere che testimoniano di cosa significhi progettare organicamente una Chiesa.

Ci aggiorniamo Beniamino sulle tue altre osservazioni.
Ciao, Carlo.
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Carlo Sarno

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MessaggioInviato: Sab Set 17, 2005 4:34 pm    Oggetto:  
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Ciao Beniamino, ...come andiamo... speravo che qualcun altro intervenisse
nella nostra discussione...comunque aspettiamo gli eventi...

Dunque, nel tuo intervento hai affrontato quest'altro argomento, riporto il periodo :

" ...l’architettura organica si sviluppa dall’interno all’esterno, dalla vita interiore, che si svolge nello spazio, all’ambiente esterno". Non credete che la "vita interiore", proprio perchè interiore , è tutta nella pelle del corpo umano e non ha bisogno di spazio architettonico. Non è nella vita interiore che dobbiamo trovare le ragioni di una felice architettura organica, ma nei movimenti nello spazio dell'uomo libero. Questo sì.
Gehry, è noto, progetta al contrario di Wright, dall'esterno all'interno.
Non è un architetto organico classico ma è quasi come W.

Credo Beniamino che qui tu sia partito da un preconcetto, di un distinguo tra interno/esterno, mentre è un tutt'uno, un solo movimento, direzionato però dall'interno all'esterno.
Si muove dall'interno perché è lì che riposa la sua essenza, la forza del suo divenire esser-ci qui ed ora.
Mi spiego meglio: tu oggi Beniamino hai raggiunto una tua personalità, sempre in divenire ed evoluzione ma armonica. Quando fondi la tua passione per l'Architettura con la Pesca a Mosca sei un tutt'uno, hai raggiunto la tua essenza il tuo modo di essere nel mondo, il tuo esser-ci ma che è solanto la piena realizzazione della essenza e singolarità della tua persona. E' qui che l'esistenza si sposa con la libertà dell'essere, senza falsità ma con verità e amore.
La stessa cosa avviene per la buona architettura, per una architettura che organicamente realizza la sua essenza , la sua ragion di essere con verità e libertà, una architettura che vive per il bene proprio e comune. Singolarità e socialità si incontrano nella verità del proprio essere nel mondo.

Per quanto riguarda Gehry, dopo Bilbao non doveva ripetersi...il riciclaggio delle forme in qualsiasi luogo o parte del mondo è stato un suo grande errore... ma si sa... è il gioco della domanda/offerta !

Continuo dopo per gli altri punti, ma ciò non implica che tu Beniamino o altri possiate intervenire... anzi... spero nei vostri prossimi interventi per approfondire ed articolare insieme le tematiche sollevate.

Cordialmente, Carlo
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benny








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MessaggioInviato: Lun Set 19, 2005 7:10 pm    Oggetto:  
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Gehry non si ripete. ha un suo linguaggio ben definito...e non si può copiare. Mannaggia!
Attenzione Carlo all'armonia ...e al genius loci. E' il pretesto del Darc e di Portoghesi ( oltre che di norberg Shultz) per occultare la vera modernità che è sempre dissonante, anche nell'architettura organica.
Dice Zevi, cito a memoria, Wrihgt avrebbe costruito un'orrenda capanna se avesse ascoltato il genius loci e l'armonia invece che la stupenda, e dissonante,casa sulla cascata.
ci sentiamo amici
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Ovidio

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MessaggioInviato: Mar Set 27, 2005 2:45 am    Oggetto:  
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Povero Benny! Chi ti dice che non pui copiare Gehry, quando, Gehry se stesso a preso tutte,"tutte" le sue idee dai lavori del vostro sconosciuto Mario Galvagni!

E come vi permetette d'includere Gehry sul stesso livello dei grandi maestri del nostro mestiere quando, apparte il suo plagio, ha mancato di fare quella cosa importantissima che tutti quei grandi della nostra arte hanno fatto... contribuire all parlare, pensare, e scrivere sull' autovalorizazzione del suo fare vis a vis le obligazioni che questa arte filosofica applicata deve portare, come significante contribuito all' estetica humana
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Carlo Sarno

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MessaggioInviato: Mer Set 28, 2005 12:37 am    Oggetto:  
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Caro Ovidio , eccoti anche tu in questo forum! E' un forum attivato da poco ma credo che nel tempo crescerà e darà i suoi frutti nello scambio di pensieri e cultura ed esperienze umane, che sicuramente arricchiranno interiormente i frequentatori di questo forum sull'Architettura Organica e i suoi rapporti con la cultura architettonica contemporanea.

Caro Beniamino, ti presento Ovidio: ci siamo conosciuti via internet per una ricera di un libro di teoria architettonica: Processi di generazione della configurazione architettonica, di Rolando Scarano. E' un italiano immigrato all'età di sette anni in Canada, che svolge con passione e cultura il suo lavoro di architetto. Il suo websito :
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, qualche volta l'italiano di Ovidio non è perfetto, ma dopo tanti anni in Canada parla e scrive molto bene data la lontananza.

Ovidio, se vuoi conoscere qualcosa del caro Benny, Amico ADAO, e del suo originale e creativo modo di fare architettura insieme ai figli , puoi vedere il suo websito :
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.

Tornando al discorso su Gehry, sono del parere, come diceva Giovanni Michelucci, e come è citato in prima pagina sul portale di Architettura Organica :
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, che avere uno stile per un architetto è come morire.
L'architettura deve tener conto delle tre variabili del Tempo, Luogo e Uomo che variano continuamente nel rapporto tra di loro - come professava Frank Lloyd Wright . Pertanto l'architettura non si ripete mai , ma risponde a nuove esigenze con nuove forme e soluzioni materiche.
Inoltre, come dice Ovidio, l'architettura deve tener conto dei suoi vincoli, dialogare con i contesto socio-culturali e risolverle al meglio, praticamente e poeticamente.

Sono d'accordo Benny con il tuo discorso sul genius loci: hanno alzato su questa definizione un polverone, ma il genius loci senza la mano dell'uomo che valorizza un contesto è un fantasma irrilevante.
L'architetto è colui che crea un luogo esistenziale pregnante per l'uomo, a carica poetica in armonia con l'ambiente: Frank Lloyd Wight era consapevole di questo!

Cordialmente Carlo
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benny








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MessaggioInviato: Ven Set 30, 2005 4:58 pm    Oggetto:  
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ciao Ovidio,
è bello sapere che l'amico Mario Galvagni è conosciuto in Canada( fino al punto da essere copiato da Ghery, francamente, però mi sembra troppo). E te lo dice chi ritiene Mario Galvagni il più creativo degli architetti italiani vivente... e posso anche dirti di essere un suo amico personale.
Ovidio, una domanda : sai pescare i salmoni?
Carlo, di gehry e di architettura organica ne riparliamo .
Grazie per l'ospitalità.
benny
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Carlo Sarno

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MessaggioInviato: Sab Ott 01, 2005 9:08 am    Oggetto:  
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Caro Benny la pesca ai salmoni deve essere qualche cosa di molto divertente, ... spero che Ovidio ami la pesca dei salmoni !

Benny ti ho attivato nel forum la funzione foto prelevando la stessa immagine che si trova nella webpage ADAO del Portale di Architettura Organica, e anche il link automatico al tuo websito sotto ogni tuo intervento, in modo da dare nel forum una tua presenza più definita. Spero così di aver fatto una cosa buona!

Caro Ovidio, per il momento risulti nel forum come ospite, se invece ti registri come ha fatto Benny potrai accedere anche ad altre funzioni e sarai presente con un tuo profilo con collegamenti al tuo websito. Inoltre Ovidio se mi invii via e-mail una tua foto , oppure se riesci ad inserirla direttamente tu quando proverai a registrarti, avremo così anche per te degli interventi con associata la tua foto.

Tutto questo perché penso che un grande dono della civiltà contemporanea è proprio il trasferimento di immagine, e cosa c'è di più bello dei volti carichi di esperienza umana di ogni persona in un forum !?

Cordialmente Carlo
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benny








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MessaggioInviato: Sab Ott 01, 2005 9:45 am    Oggetto:  
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hai fatto cosa buona e generosa, non solo gli architetti, ma anche i "geometriachitetti"come me sono vanitosi.
ciao
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Ovidio

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MessaggioInviato: Mer Ott 12, 2005 12:31 pm    Oggetto:  
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Caro Carlo, dei mie collegi qui in qesti ultimi giorni hanno notato un sorizo diverso sulla mia faccia. Il mio segretto. Certamente e per l'inizio d'una nuova amicizia che si svilupa nella mia terra nativa. Grazie molto.

Per rispondere alla domanda di Beny:

Beny, l'amore per la pesca per me, durante la mia vita in questo mareviglioso giardino-cespuglio (bush-garden) l'ho sempre tratatto come una modalita ineluttabile. Ma sono in qesti ultimi anni che mi sono reso conto del profondo significato e l'importanza di qella attivita su la nostra salute. La pesca del salmone non l'ho fata. Al momento preferisco la pesca dei trota nei piccoli ruscelli d'aqua dolce. Per agganciare queste piccole trota nel loro ambiente elusivo uno deve usare tutta la sua furberia e tenerezza, e, deve sapere come leggere le ondicelle del'acqua, capire la lingua delle sotilissime corrente, essere preparato per sviluppare velocemente nuove strategie tattiche (oila ragazzi, si parla qua di pesci-canni di 15-20 centimetri! . Al altro lato, ogni inverno, due o tre di noi (architetti) e due o tre ingenieri andiamo per tre giorni a fare la pesca di giaccio che piu o meno diventa un festival d'alcol, buonissima attivita per rinforzare l'amicizzia!
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Carlo Sarno

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MessaggioInviato: Ven Ott 14, 2005 9:40 pm    Oggetto:  
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Caro Ovidio , grazie a te per la tua vivace presenza! Il sorriso è reciproco !
Per quanto riguarda il libro del professore Scarano... ti è arrivato, o è ancora in viaggio!? fammi sapere a riguardo.

La pesca alla trota so che non è facile, la trota è molto astuta ed occore grande bravura ed esperienza per pescarla... bravo Ovidio! Chi sa come sarà contento Benny nel sapere che avete una comune passione per la pesca oltre che per l'Architettura !

A proposito, ... non è che il segreto di una buona Architettura Organica è riposto nell'Arte della Pesca ? In un rapporto armonico dell'uomo con la natura... legato ad un istinto genuino e primordiale ?

Cordialmente e organicamente , Carlo
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Ovidio Sbrissa

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MessaggioInviato: Dom Ott 16, 2005 8:32 pm    Oggetto:  
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Buona matina Carlo!
No, il libro non e ancora arrivato. Ma penso, se speditto, ci vora 3, 4 settimane prima che arriva. Ti faro sappere.

Certainly Carlo, any architect, when transfixed in his personal artistic mode of seeing, thinking, and expressing, will perceive everything around him in a manner that will begin an inner dialogue setting him on a circuitous vicus of experiences that will eventually lead him towards his Architecutre; the act of fishing transforms into an allegorical experience rich in poetic nuances of meaning, all applicable to his "mestiere" / "mistero".

E proprio questo viaggio allegorico che Frank Lloyd Wright intende quando scrive "dal dentro al difuori".

Pure, sappette che Taliesin era il nome del re dei poeti Druidici? Il famosissimo poema Druidico intitolato, La Bataglia dei Alberi, e la storia di tutte le trasformazioni che Taliesin doveva sottopore per salvarsi la vita (una di queste era la sua trasformazione in un salmone... capito, Benny!).

Ben, per "non mettere troppa carne sul fuoco"...(ho imparato questa bella espressione idiomatica l'altro giorno da Benny!) sembra che Wright si aveva autodichiarato la memtepsicosi di Taliesin. Per lui, era sempre molto necessario d'essere continualment transfiso (transfixed) in una condizione poetica, forsi anche quando faceva la polenta. Si puo imaginarsi il mio preferito piato (essendo un Trevisan) fatto alla maniera Wrightiana? Cosa dirrebe Zevi?
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Ovidio Sbrissa

Ospite















MessaggioInviato: Sab Ott 22, 2005 3:45 am    Oggetto:  
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Cari amici!

Ho reletto tutti i messagi dal inizio per reprendere il filo della discussione. Sembra un po aggrovigliato (tangled). Dovremmo tentare di ritornare sulla impronta (get back on track).

Una piccola oservazione. Non so se Bruce Goff le piacerebe essere considerato un "architetto organico" Pocco prima di morire, era venuto alla nostra universita per un forum. Ha presentato tutti i suoi progetti, sempre spiegando in detaglio tutte le interesantissime situazioni che hanno aiutatto nel realizare ogni progetto.

Aveva cominciato la sua letura spiegando perche fra lui ed Wright esisteva quella grande animosita. Una delle ragioni e proprio la facenda della marchia "organicist" . Goff non voleva per niente essere considerato cosi. Erra adamante sul essere visto come uno che faceva architettura "indigena"

In fatti, dopo dipiu d'un ora di parlare, ha messo sul scermo una diapositiva d'una casa fatta per un generale, e durante la sua spiegazione della forma e del uso di quei strani materiali, parlava con una voce un po nervosa, ed al stesso tempo ha subito nottato che la sua audienza non era molto convinta. A quel punto ha tagliato suo pensiero e dichiaro "Ben, sapette, qualche volta diventa molto difficile essere "indigeno"
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Ovidio Sbrissa








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MessaggioInviato: Sab Ott 22, 2005 10:56 am    Oggetto:  
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