Quando William Blake criticava l'interpretazione illuministica di Gesł, lo faceva, come del resto faceva tutto, con immaginazione ed eccessi inuguagliati, o quasi. Nel Vangelo Infinito Blake presenta Gesł non come teorizzatore morale o filosofo prodigioso, ma come la vera incarnazione del "poetico", come supremo essere creativo al di sopra dei rigidi dogmi, della dura logica, al di sopra perfino della moralitą. Il Gesł che esce con prepotenza dalle pagine di Blake esprime un forte senso apocalittico e si allontana inesorabilmente dal Gesł estremamente razionale dell'illuminismo. Con Blake, Gesł diventa molto pił di un pensatore o di un moralista: diventa il simbolo dell'essere, del rapporto vitale e non dualistico tra divinitą e umanitą.
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