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Domotica
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f.arpaia








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MessaggioInviato: Dom Gen 29, 2006 7:34 pm    Oggetto:  Domotica
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Il termine Domotica deriva dall’importazione di un neologismo francese domotique, a sua volta contrazione della parola greca domos e di informatique e rappresenta la disciplina che si occupa dell’integrazione dei dispositivi elettronici, degli elettrodomestici e dei sistemi di comunicazione e di controllo che si trovano nelle nostre abitazioni. Le origini risalgono intorno agli anni ‘70 quando si vennero a sviluppare i primi progetti concreti di automatismi legati alla gestione di impianti di allarme o altre funzionalità come l’accensione, lo spegnimento e la temporizzazione delle luci.
La continua evoluzione delle tecnologie e lo studio più approfondito delle esigenze dei consumatori permettono di concepire questa disciplina lontano dall’idea della semplice informatica applicata alla casa. Domotica vuol dire interazione fra la casa e l’uomo, vuol dire ricerca di una migliore accessibilità e fruibilità dell’abitazione, vuol dire anche creare nuovi mezzi per condividere gli ambienti domestici con gli altri membri della famiglia e dare la possibilità a chi non ce l’ha di guadagnarsi l’indipendenza nella vita di tutti i giorni.
Un percorso tortuoso durato un secolo. Per descrivere la storia della Automazione Domestica non basterebbe neppure un libro, e riassumere tutto con un articolo diventa complesso e molto complicato. Parlare di domotica vuol dire spaziare in molti campi di ricerca diversi tra loro ma strettamente interagenti come l'evoluzione dei Personal Computer, delle tecnologie di trasmissione, delle reti, della TV, di internet che a loro volta sono legate alla realtà quotidiana a come e quanto velocemente il progresso entra a far parte nella vita della gente. Era più di un secolo fa quando un costruttore edile del Wisconsin William Penn Powers ebbe una idea rivoluzionaria, creare un dispositivo molto semplice, provvisto di un liquido che risponde ai cambiamenti della temperatura, capace di regolare l'apporto di energia ad un riscaldamento. Nel 1891 trasferitosi a Chicago darà vita alla Power Regulator Company, antenata di quella che oggi è la Siemens Building Technology. E' forse con la nascita di quella industria che produceva regolatori che per la prima volta la tecnologia entrava ad automatizzare una funzione chiave delle abitazioni. Lo sviluppo nei primi decenni del ventesimo secolo procederà, accompagnato dalla costruzione dei primi enormi complessi industriali e commerciali. Nel 1907 fu un hotel di Chicago il primo grande edificio pubblico dotato di un impianto di aria condizionata automatico, e saranno di quegli stessi anni le costruzioni dei primi enormi grattaceli che dovevano fare i conti con nuove esigenze di gestione e controllo delle risorse elettriche. Sarà solo attorno agli anni '50 ,quando negli Stati Uniti si inizierà a pensare in ottica di Building Automation, che un gruppo di Ingegneri Energetici produrrà il primo dispositivo pratico di controllo multiplo degli edifici chiamato System 320. Questo nuovo sistema prevedeva gia l'uso di display a cristalli liquidi in lingua inglese dai quali ricevere tutte le informazioni in tempo reale sul funzionamento degli impianti.
Sarà invece nel 1966 che, Jim Sutherland, un ingegnere in collaborazione con la Westinghouse Corporation darà vita al primo dispositivo di automazione domestica chiamato "Electronic Computing Home Operator" o "ECHO IV", un dispositivo che implementava molte funzionalità a partire dal controllo della temperatura interna di ogni stanza, al controllo della lista della spesa, permetteva la gestione di un inventario per ogni componente della famiglia, spengeva e accendeva apparecchiature, faceva previsioni del tempo e permetteva di fare annotazioni su un display CTR. E' il 1970 invece quando un gruppo di ingegneri scozzesi daranno vita ad una industria chiamata Pico Electronics che sarà base del futuro sviluppo di X10 uno degli standard più utillizzati oggi in domotica che utilizza la linea elettrica per le sue trasmissioni.
Queste sono solo una milionesima parte di tutte le scoperte, invenzioni e tappe fondamentali che hanno accompagnato la domotica fino ad oggi, senza lo sviluppo dei PC, della TV, di Internet, dell'elettronica e delle reti sarebbe impensabile oggi parlare di tutto questo.
Il problema dell'interoperabilità: uno dei traguardi principali della Domotica è quello di riuscire ad interconnettere tra loro ogni dispositivo all’interno dell’abitazione di qualunque tipo o fattura esso sia. In diretta conseguenza nasce la necessità di connettere tutta la rete domestica al mondo esterno, e quindi alle reti di pubblico dominio, così da permettere agli operatori di telecomunicazione di fornire servizi avanzati e agli utenti domestici di usufruirne. Un altro aspetto molto importante è quello del controllo, della manutenzione, e della gestione delle risorse a distanza.
Tutto questo porta alla necessità di avere un apparato capace di permettere alle varie reti di interagire e connettersi bidirezionalmente con la rete pubblica. Esso non sarà esattamente un PC, ma un qualcosa più simile ad un router con funzionalità avanzate, a basso costo e con architettura flessibile in modo da garantire l’adattamento fra reti indipendenti e diverse tra loro. Queste sono le funzionalità che dovrà implementare un così detto “Residential Gateway”, le cui caratteristiche, oggi allo studio di numerosi gruppi di ricerca e iniziative di standardizzazione, mirano a farlo diventare parte integrante dei servizi e delle funzionalità delle Home & Office Network con un ruolo di privilegio rispetto alle altre periferiche.
Oggi le vie che portano verso lo sviluppo di un Residential Gateway sono molteplici, alcuni cercano di creare un dispositivo unico che abbia un ruolo centrale all’interno della rete e che gestisca da solo tutto il carico di lavoro. Altri puntano invece a creare un sistema distribuito con tutti i componenti sincronizzati e comunicanti gli uni con gli altri.
I problemi legati alla sua realizzazione sono molteplici, infatti, dovrà rispettare contemporaneamente requisiti come affidabilità, sicurezza, semplicità di uso, costi ridotti e dovrà supportare l’esecuzione di più processi in contemporanea. I principi base di versatilità, flessibilità e la gestione di più processi sono sicuramente gli obiettivi più onerosi e difficili da raggiungere in quanto dovrà essere garantita l’interconnessione di dispositivi del tutto diversi tra loro, magari residenti su reti diverse e di diversa concezione, dovrà fornire servizi, e dovrà gestire anche un ruolo di interfaccia con le reti esterne.
Nasceranno senza dubbio problematiche legate alla sicurezza non più dell’ambiente domestico, ma dello stesso impianto di gestione e controllo. Sarà inoltre difficile stabilire confini fisici di proprietà e di gestione delle responsabilità all’interno delle reti.
L’abitazione è oggi raggiunta da una grande quantità di servizi provenienti da sistemi di produzione e da fornitori indipendenti, incompatibili tra loro, che si differenziano anche per il supporto fisico di trasmissione: cavi, doppini telefonici, etere, linea elettrica. E’ quindi molto importante iniziare a pensare ad una via per gestire in maniera unitaria un apparato che rischia di diventare troppo complesso. Fra le industrie del settore c’è un sempre più crescente interesse verso una soluzione che interfacci tra loro i diversi segnali provenienti dall’esterno verso l’abitazione e permetta il dialogo fra i vari sottosistemi.
Pochi sanno che una nuova tecnologia d’avanguardia si è affacciata sul mercato internazionale, si tratta della Rfid - Radio Frequency Identification, necessaria per la gestione dei prodotti e della logistica, essa si integra con la domotica. Occorre pertanto che gli edifici civili e industriali siano realizzati con impianti elettrici idonei, senza differenza di costo rispetto agli impianti tradizionali, se domani in essi si vorranno far funzionare apparecchiature robottizzate.

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MessaggioInviato: Dom Gen 29, 2006 7:34 pm    Oggetto: Adv





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